Dia duit, a ghrà!

Libera



Libera dalla Vita e dalla Morte,
sciolte le Catene che ferravano l’anima …
Ecco chi sono …

un Fiume verso l’Immoto che risale l’invisibile filo,
mai più disperso,
dei Pensieri e delle Voci.
Quasi una Nenia, fra le mani che non rispondono
… se non al Fuoco stesso che è sempre più lontano.

Vorrei
e non Posso.

Volevo e Resto Qui,
nell’Impalpabile Limite fra la Roccia
e L’Oceano, come sempre in Attesa
che quel Veliero faccia Ritorno

… come sempre con il viso rivolto al cielo
e le braccia a seguire il canto
delle Lacrime silenziose e salate.

La Neve.
E l’Ombra del mio Andare
scivolerà ancora sull’Infinito annodarsi
di Tempo e Strade;
senza Dolore e Libera!

Ecco chi Sono, Veramente!

E siederò ad Attendere che la Mia Via si sveli.
A Riflettere come in un Antico Specchio.
Gesti e momenti che mi faranno Luce fino a domani.

I Miei Rispetti
Ni’Ghail

Slàn

Ultima

Le piccole cose

Le piccole cose sono quelle che ti porti sempre dentro ma che non hai il coraggio di scrivere, sorrisi che nascono da soli … così … strappati alla monotonia dei giorni e niente Amore a portare luce nel Silenzio.

Poi una lacrima ti sorprende, come una poesia che non hai scritto tu ma è come se lo avessi fatto, talmente le parole somigliano alle tue, a quelle che avresti tanto voluto portare nelle tasche per regalarle al cuore e alla vita.

Le piccole cose sono granelli di sabbia che il mare accarezza ma non sposta, frasi scritte e cancellate così tante volte da non esistere più se non nei momenti di folle speranza. Le piccole cose sono l’ombra di passeggiate e illusioni di momenti mai realmente trascorsi, film che lasciano scie disperate di fantasie ed anni senza meta.

Poi, un Attimo ti raccoglie mentre appena un secondo prima avevi deciso di mollare la presa, di rinunciare ad una improbabile certezza che  nascondeva solo il sapore del sogno e dell’impossibile … un minuscolo baleno ha preso le lacrime e le ha tradotte in stanze da visitare anche con la luce spenta, tanto non c’è bisogno di luce dove regnano i Ricordi più luminosi.

Nelle piccole cose trovo il senso del mio raggiungere il fondo in questa stanza … qui … ora … con e le mani che scorrono dopo mesi di agonia e mi lascio andare anche se fa male, anche se la voglia di piangere sovrasta la consapevolezza di esseCi in quel modo che poteva regalarmi una Gioia Unica e la poesia si stempera … gioca con la sensazione del tempo che scorre … il suono della realtà come un cielo meravigliosamente pieno di miracoli e risa e mani che tornano a stringere il presente.

Le piccole cose splendono sullo schermo in bianco e nero e se nelle pagine di domani ancora non vedo parole, trovo segni e cerchi infiniti.

Trovo Me e ne sono spaventata. Esisto nonostante tutto, nonostante io mi sia dimenticata come si faccia a restare fermi e sorridenti mentre tutto si colora del tempo e della notte senza stelle.

Buonanotte piccole cose. Sognate i vostri sogni stanotte.
Io sarò lì.

images-3

L’Essenza del Ricordo … un profumo legato alla febbre del Cuore

Annunci

Nuvole

Chiedimi cosa riesce a brillare oltre i Miracoli senza silenzio, una piccola Pietra che conservi in una tasca, tenue come un ricordo e Bianca … quasi fosse della Voce da cui proviene.

Ed è nel Cuore dei vari silenzi che la notte si congiunge agli occhi, lì che si torna ai sogni, per farsi strada tra i cumuli di polvere e le ovvietà senza contorno; come se le Verità si disponessero in cerchio per riflettersi in quel tratto di Vita, non sempre visibile, che riesci a toccare solo poche volte e sempre con quello sguardo a sfiorare le vetrine e le risate lontane.

Nuvole e Montagne.

Passi che si spengono nei Vuoti a Perdere, come parole a distanza e Nulla al confronto di un Anima Vera … che ascolta il Dolore.

Chiedimi cosa và alla deriva di un Miraggio nel deserto, Ombre e Desideri muti; sostanze liquide, che per volontà di puro pianto; evaporano al tocco del sole … quasi fossero Incubi di carezze e magie di vento freddo.

Ed è nel Senso stesso del respiro che i valichi Cantano di sonorità al di là delle mani e dei Tuoni, in quella Visione di Unità che vede le braccia, come prolungamenti di Ignoti specchi e Vetri … Vetri a ridosso di Niente e di Polvere per asciugare i Ricordi.

Chiedimi del Mare e dei suoi occhi … come lambire il fuoco stesso di un’Essenza e restare fissi, con le ferite che non bruciano … come l’Infuriare di una Tempesta senza che una Luce emerga dagli Urli lanciati al cielo di Piombo fuso.

Roccia e Silenzio.

Un solo Battito … un solo Istante.

Alla Finestra, nella Notte …

tende

Forse Vedo il suo dolore,
bianche Vele
dove l’eremo di Carne
non può che stringere il cuore,
senza moto
e senza il segreto dell’Anima.

Una certezza
non so darmi
e sulla bocca si prolunga la cadenza
di una Parola d’Amore,
dove cantava al vento
fra le pareti piene di silenzi.
Per chi,
il senso stesso della Vita
è lasciarsi cullare dai ricordi
della Vita stessa?
Quando gli sguardi erano fra le nebbie
e gli attimi si perdevano
nelle promesse all’orizzonte.

Quando il tempo
perde di quella sua magia, in cui tutto si ferma
per raggiungere l’Apice dell’Attesa.

La Creatura è inconsapevole dei Sogni
e diventerebbe materia d’illusione
se non fosse stretta al petto dell’Amato,
come un Abbraccio
a lungo cercato

fra i ricami del mare.

 

 

Libro di Sabbia

libro di sabbiaNel libro giocano i sassi come gocce e l’Acqua si accorge delle parole, quando manca poco alla marea.
Vado all’avventura, come nel mondo, libera e con un Sogno stretto nel vento.

I passi sfilano leggeri sulla sabbia
e lasciano impronte bianche fra le onde che li cancellano ogni volta.
La Verità è sulla riva. Volta le spalle all’orizzonte e cammina come per assaporare la corsa delle nuvole.

Possa il silenzio del mare restare impresso nelle poche pagine ancora da scrivere.
Un Libro.

Un gesto da ricordare.

 

 

Due Parole …

di sera.

Frasi chiamano il tempo a sé.

Giocano devastando la pelle con i sorrisi e le carezze invisibili degli amanti; come quando la neve non tocca terra e le labbra reclamano un bacio rubato alle ali degli anni.
Il fuoco brucia sempre dove le mani possono ancora sfiorarsi e i volti prendono il colorito del cielo al tramonto.

Due parole … un’altra volta, e gli attimi crescono come braccia di una pianta magica; si perdono nella stretta dell’attimo con il chiaro intento di rubare l’anima ed il battito del cuore, mentre ricordi dormono nella culla della mano. Bianchi e neri come le luci nella notte delle stelle.

Seri e docili nelle movenze, restano come appannati oltre le voci che si rincorrono fra le sale vuote e gli affreschi colmi di angeli. Resto ferma e osservo la nebbia diradarsi oltre le tende, un tiepido sole filtra sulle mani e accanto al comodino l’ultima pagina del tuo libro è sfiorata da un vento leggero e si muove lenta, come accarezzata dai pensieri di questo mattino d’inverno.

Scrivo come in preda ad una nuova febbre, fermo restando che le illusioni siano sempre a guardia dei miei ritorni e di quanto valga la pena attendere. Il vento soffia oltre le fronde del biancospino qui di fronte ed il freddo cristallizza sui vetri quel che resta della nostalgia mentre  volano nuvole sull’orizzonte della parole.

Conservo ogni istante dietro le mani che coprono gli occhi e non solo nei sogni, anche a palpebre socchiuse basta una scintilla ed i frammenti del tempo ricompongono il mio antico Nome. Fuggo mentre chiami a raccolta il dolore, soffro come una ferita che aspetta il caro Angelo dalle ali color smeraldo.
Ancora quel sogno … ancora quella spiaggia e la nave che ritorna nella nebbia fra le pareti a strapiombo sul mare.
Nonostante le ferite, siamo qui.

Due parole, un’altra volta.

E resto così, nella pioggia, ad osservare il passo pigro dei cerchi poco oltre la riva. Sentendo come una musica sprigionarsi dai pensieri e seguendo i ritmi soffusi a farsi cullare dalle parole dell’aria e del vento. Ci vuole poco ad andare in frantumi però, quando dall’orizzonte si alza un volo inaspettato; una corrente trasparente di ali ed immagini a cui non si può dire di fermarsi e rimanere fra le braccia.

Una magia a cui legarsi è fin troppo giusto, sia per le corde che solleticano i ricami del tempo; sia per le voci del mondo che stridono forte con i silenzi ormai collaudati degli ultimi anni. Basterebbe addormentarsi, chiudendo fuori il mondo e le verità che poi non tormentano neanche più di tanto.

La natura della vita è strana a quest’ora d’inverno, pallida come lo è il buio di luna piena e con il vento che scuote le foglie di mezzanotte. Corre precisa nel passo, come se mirasse ad una vita diversa e per nulla differente ai sogni. Come se fosse decisa a sottolineare le pagine ancora da scrivere.

E resto così, tiepida nell’abbraccio delle coperte, con le iridi perse chissà dove … a lasciarMi contemplare da un’oblio che si contende la luce del giorno.

Come foglie Rosse

images
Sul sentiero delle foglie rosse
camminano i sogni,
danzano leggeri oltre il suono del bosco;
si trasformano alla luce e
nel tempo
che scorre come acqua.

Finalmente …

attimiHo la voce ed il tempo dalla mia parte, ma non la tenacia della speranza. 

Lei sospira nella dannazione della notte, resta di lato e mi guarda con occhi di Giada; bellissima e lontana nel suo abito verde.

Ho pensieri bui e lanterne bruciate alle fiamme dei sogni di vento e mi piace tremare sulla soglia del mondo che si frantuma di stelle.

Posso ancora temere di vedere le illusioni perdersi come bandiere nel cielo di uno schermo in bianco e nero, vecchio di film senza sonoro; un’altalena di immagini ancora da riportare ad antichi splendori.

Ho tenui bagliori di mare che stringo come nebbia, umidi di lacrime e salsedine, fantasmi che sussurrano cantilene di prati ed alberi senza nome.

Ho modi gentili che rapiscono gli sguardi, febbrili attese da giocare come castelli sulla sabbia di ogni luogo possibile e sorrisi, come acqua dentro i frammenti dei giorni.

Posso ancora succedere nella mia vita, guardare e riconoscere il volto oltre lo specchio … ma non posso dimenticare di esserCi … un po’ per volta … a lenti sospiri e volute e raggiri di memoria.

Ho temuto troppo la paura di perdere e nell’oltre sono rimasta a guardia delle mia parole.
Oggi torno e chiudo l’ultima Porta.

Finalmente Io.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: