Dia duit, a ghrà!

Archivio per aprile, 2012

… Fino all’Alba

Ecco!
ancora un giorno,
debole nel rimestare
e ricacciare il Pensiero
oltre quel rumore di onde calme.

Al mattino la Follia pare un singhiozzo nascosto e a qualunque prezzo, resto nell’allegria del Silenzio …
… Atteso, Fragrante di parole
e fogli lasciati al sole.

Il Cuore vaga, come un Trionfo di anni e Sogni, alla morbida deriva di un Angelo che si solleva nel cielo, come se avesse ali anche per Me.
Ho dormito senza l’Anima in ascolto,
prima un po’ di pioggia ha colorito il silenzio e poi più Nulla,
fino all’Alba.

Onesto è il Volo di questo viso, con gli occhi lontani e le mani fredde come a carezzare un Addio, così non potrò ricordare, o spiegare al vento l’attimo che brilla per sé … non avrò che Sorte e Gioia con cui giocare ad incontrare la Vita stessa.

Il Segreto di tanto cammino pare una forma d’Anima che saluto ad ogni passo
e con lo stesso, 
immediato rimpianto
c’è un altro Nome
da scrivere sull’ultima pagina …

… mentre il sole diventa un disco bianco che distoglie lo sguardo
e leviga la pelle.


… Luce in Soffitta

... nei Pensieri

La mia risacca Brucia
come un Nome liquido
dopo la pioggia,
il sentimento
si assottiglia
contro la parete 
e si leviga come un fiore,
libero
contro l’attesa.

Nel Libro Segreto,
sopra una stillare continuo
e delicato,
l’Anima sonnecchia
e tiene incatenata la febbre
con il suo riso incontrollato.

Penso alla Pietà
che si spande
e si avverte
così,
come un piccolo Nulla
regalato ad altri occhi
con più vincitori
e sempre meno Ombre.

Tutto scorre sopra ad un piano su cui bevo le cose, ogni Significato Nascosto ed ogni Nota sono come un Volo verso il cielo e la Presenza improvvisa.

La mia risacca brucia fra le pareti di una soffitta in piena luce e silenziosa … come in un tardo pomeriggio d’estate.
Vivo, a dispetto di un‘armonia che passa dietro la nuca degli anni e la carezza invisibile diventa un filo dietro cui scorgere un Orizzonte che profuma di glicine.

Ad un tratto torno come da una corrente dentro ai Sogni … una tarda Primavera che scrive, attraverso le mani e negli occhi pieni di Vento.