Dia duit, a ghrà!

Caro Lucifero

Caro Lucifero

Caro Lucifero … 

… Quand’anche noi fossimo volontariamente intrappolati entro due entità ben distinte e disinvolte nei loro traffici d’anima, nei voli e nelle parole di fiamme e luce; ecco che verrebbe un vento di tempesta a sconvolgere le onde tranquille dell’ignoto; a dilaniare le ferite curate con amore ed i silenzi sarebbero solo timidi cristalli intrecciati sulle vene palpitanti di fuoco.

Ed è nei Tuoi Occhi che splende l’Onice delle lacrime di ogni Mattino.

Come se la perseveranza fosse un’alchimia di colore mescolato al tempo fermo, un giro infinito di gote arrossate e rabbia da sfiorare con il viso rigato e sanguinante.
Possiamo distaccarci dal nostro Io, come un falco, che dal cielo osserva con cautela le vittime del proprio pasto e già ne pregusta il dibattersi fra le fauci assetate di Vita … come a portarsi sulle spalle il peso di due individui sconosciuti l’uno all’altro; ma l’un dall’altro indivisibili ed interdipendenti … Vita e Morte … Respiro e Battito … Fuoco e Gelo assoluto.
Ma non possiamo arrenderci all’immagine che lo specchio rivela di Noi … e nasconderci alla Verità, ci renderà ancora più prigionieri di noi stessi e di tutti gli Inferni che ci vedranno signori e padroni.

Ed è nella Tua Carne che prende corpo il Sapere e la Colpa di ogni Notte.

Alla Fiera della Conoscenza c’è l’albero della Colpa e Domina … incontrastato Signore del Peccato, sul trascorrere delle esistenze e sulle somme dei Peccati senza redenzione, ma non senza un occhio di riguardo al Primo e Più Luminoso Inganno del Bene … quasi che un cammino di Luce fosse dimora della più cocente ombra e nell’Incanto che la voce lascia emergere dal profondo Istante; non potesse che esserci l’Onere di uno sconto mai pagato al Padre e al Presente; privo di lacrime.

Ed è nel Tuo Respiro che s’eleva il Fuoco di ogni Tentazione e di ogni Solitudine Suprema.

Siamo come l’attesa per la Marea che non tace, come un barlume di tenere Vergini che stringono al petto le camice di lino per mettere a tacere la paura e il desiderio … disincanti puri che riflettono tremule fiammelle sugli specchi d’acqua e sulle parole intatte nei limiti assorti degli Incubi.

Ed è nelle tue Mani che prende Forma il Tuono del cuore e la Brama d’Ignoto.

Appartengo a quella schiera abbandonata sul nascere, a quei corpi generati dal Vuoto e dal vuoto accarezzati fino a spezzarsi le ali.
Spesso piove e sebbene la Solitudine non mi faccia paura, ho come la sensazione di essere seguita e sostenuta a distanza da troppe domande e nessuna risposta, proprio come Te.

La mia controparte però, non mi rivolge mai parole, mi fissa; questo si … a volte sorride, con un sorriso strano, obliquo … come una smorfia fatta più per caso che per reale volontà di stabilire un contatto; ma non parla e questo mi fa impazzire … altre volte però mi calma.

È un po’ come guardarsi in uno specchio leggermente distorto ed ingannevole … parallelo … dove tutto sembra rovesciato e leggermente fuori fuoco.
Sempre meglio del Silenzio.

Ed è nel Tuo Bacio che ritrovo la Mia Ala.

Ma non vedo oltre il Portale di questo Dipinto che hai portato alla Luce e troppo di tanto ancora brucia sulle labbra, per poter tornare indietro e lasciare che la traccia di un tale incendio svanisca come lucciole nella scia di un vento caldo … per osservare il profilo di un’Anima Unicamente legata al suo doppiofondo e all’immagine di un sogno nel mondo senza sogni … quante carezze si sono dimostrate, poi, artigli conficcati nella carne, chiodi sulla Croce, per il Bene di chi?
E quanto Male può bastare a se stesso, per dimostrare all’ombra di ciò che Appare; che non sono lacrime a macchiare la terra e non è sangue ciò che imporpora il viso?

Ed è nel Tuo Sangue che scorre l’impeto e la Rabbia di ogni Universo.

È Verità che oscura il volto del silenzio … è Ferita che sgorga come fonte d’inesplorate scintille … è promontorio e discesa … pietra su pietra fino a lacerare l’Ultimo Dubbio e l’ennesima Salita.

Ed è nei Tuoi Passi che si genera il Cammino senza Perdono.

Hai fatto scempio delle nostre illusioni,  legandoci alla catena di un’ala inconsapevole … di un corpo; le cui preghiere al cielo, hanno tolto la voce alle bianche gocce di Verità e la volontà di andare un po’ più in là di strani brividi e Paure.

È’ vero, un bambino si affida ed istintivamente ama e odia e diviene crudelmente puro nei suoi intenti di egoismo, se non vede soddisfatto il proprio bisogno di creatura essenziale, ma non bisogna escluderlo dal resto del mondo e dai Frammenti di Vita, altrimenti crederà di essere il solo a poter beneficiare di Tanto e di Tutto.

Ed è nella Tua Anima Dilaniata e Perduta nella Luce, che ogni “ Perché “ diventa di Brace.

Caro Lucifero,
quando leggerai queste righe non ci sarà Sangue di cui bere e non ci sarà Memoria né Dolore. Quando leggerai io sarò la lama nella Tua mano e scivolerò come un dolce senso di Freddo leggero alla base del collo e mi Vorrai ancora e ancora sulla pelle.

Mi Vorrai con la Disperazione del Naufrago assetato, perché nel palmo della tua mano io sarò diventata ciò che di te conoscerai e quella paura di restare intrappolato e senza speranza, ti legherà a me più che a qualunque Disperazione.

Quando leggerai, saremo tutt’Uno e finiremo avvolti in un tiepido tramonto, di Rosso ed Oceano.

2 Risposte

  1. A volte basta poco per Andare Oltre …
    … un Passo
    ed è l’Abisso.

    I Miei Rispetti
    Ni’Ghail
    Slàn

    29/10/2012 alle 16:05

  2. Bisogna conoscere il male per poter amare e fare del bene.
    Se non abbiamo coscienza e conoscenza del male, come potremmo mai far del bene?
    Nasciamo innocenti, ovvero succubi dei nostri istinti primari: i bambini hanno bisogno di esperire, di toccare con mano, e di bruciarsi anche per capire che esiste un fuoco che è sopportabile e buono ma che c’è anche un fuoco che divora.
    Ci scottiamo. Non diamo retta alla mamma che ci dice di non toccare il fuoco. Dobbiamo verificarlo con le nostre nude mani che fa male, e una volta che abbiamo verificato e che il dolore morde la carne e l’anima, in quel momento perdiamo la nostra innocenza per accedere al mondo degli adulti.
    Pensare che l’uomo possa essere totalmente buono è illusione: non è nella nostra natura. Che possa essere diavolo in terra, invece sì: l’uomo è il più crudele degli animali, il solo animale che nel corso dei millenni ha massacrato milioni di suoi fratelli nel nome del Potere.
    In una giusta misura il male deve essere parte integrante del nostro io; il problema si fa serio e grave nel momento in cui il male prende il sopravvento e ci fa fiere, mostri da bestiario. Per dirla con termini metaforici siamo in parte di Luce e in parte di Tenebre.

    Non demonizziamoci troppo, non più dello stretto necessario. 😉

    Bacioni e buona domenica, Bimba bella 😉

    beppe

    18/11/2012 alle 12:31

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