Dia duit, a ghrà!

Archivio per marzo, 2014

L’Ombra dell’Oro

…

La natura dell’acqua ricordava l’infanzia ed i suoi giochi leggeri. Correva lenta come nei sogni e si colorava di lacrime appena prima che le ciglia potessero catturare la goccia.

E restava così, nella pioggia, ad osservare il passo pigro dei cerchi poco oltre la riva. Sentiva come una musica sprigionarsi dai pensieri e seguendo i ritmi soffusi, si lasciava cullare dalle parole dell’aria e del vento. Andava in frantumi però, quando dall’orizzonte si alzava un volo inaspettato; una corrente trasparente di ali ed immagini a cui non poteva dire di fermarsi e rimanere fra le mani. Una magia a cui legarsi era fin troppo facile e giusto, sia per le corde che solleticavano i ricami del tempo; sia per le voci dei bambini che stridevano forte con i silenzi ormai collaudati degli ultimi anni.

Sembrava facile addormentarsi, chiudendo fuori il mondo e le verità che poi non lo tormentavano neanche più di tanto. Tutto intento, com’era, ad assaggiare nuove vie e rinnovate estati nemmeno si accorgeva che Lei aspettava ancora là, esattamente dove l’aveva lasciata. Senza un barlume di odio nello sguardo, senza resistenza o pentimento nella voce spezzata, senza rimorsi alle carezze mancate o brividi freddi per le ferite inferte durante le notti di solitudine.

La natura della vita era strana a quell’ora d’inverno, pallida come lo è il buio di luna piena e con il vento che scuote le foglie di mezzanotte. Correva precisa nel passo come se mirasse ad una vita diversa e per nulla differente ai sogni. Come se fosse decisa a sottolineare le pagine ancora da scrivere.

E restava così,
tiepida nell’abbraccio delle coperte, con le iridi perse chissà dove … a lasciarsi contemplare da un’oblio che se la contendeva con la luce del giorno.

Mi piace pensare alla magia quando le parole vengono fuori lisce e senza sabbia su cui setacciare il meglio rimasto … quasi a cercare un Senso lontano e nel mezzo … l’Ombra dell’Oro.