Dia duit, a ghrà!

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Amo le nuvole

Oggi il cielo è grigio come piace a me, come piace a pochi credo … ed è sempre bello poter respirare quell’aria di pioggia che resta sospesa nei minuti che precedono un temporale d’estate. Ad ogni respiro, un po’ di vita rientra ad alleggerire il corpo e i pensieri, si galleggia come dentro ad un sogno che sembra reale fino a quando gli occhi si riaprono alla realtà.

Il rumore delle cose si mescola a quello delle gocce sul tetto e si resta così, in ascolto di una danza ora lenta …. Ora funestata da lampi e scrosci di vento.

Appoggiata alla finestra scorgo le acrobazie delle nuvole che giocano a rincorrersi nelle correnti alte del cielo, vorrei avere il coraggio di ballare sotto la pioggia ma i fulmini mi hanno sempre spaventata, fin da bambina, correvo sotto il letto e supplicavo la mamma di sbarrare porte e finestre per chiudere fuori la paura della natura arrabbiata. Il vento no, è mio amico e attraverso la sua voce sento le voci del mondo intorno. Fresco ed avvolgente come una magia che ti solleva e ti porta lontano.

Adesso I tuoni mi fanno meno paura, ma conservo un sano desiderio di restare al coperto ogni volta che si scatena un fortunale di acqua, tuoni e fulmini. Come oggi.

Ora il peggio é passato, le campane suonano le cinque e mezza e un po’ mi dispiace. Sembra di nuovo il solito, pigro giorno d’estate. Noioso e lento, come lenta è la rincorsa delle nuvole quando torna il sole.

Al prossimo temporale.


Il Ritorno

Sembra ieri che ho smesso di scrivere ed è trascorso ormai quasi un anno. Sarà un’ovvietà ma è proprio vero che il tempo scappa via e non te ne accorgi …. stai al riparo dentro ad una ferita senza vedere quanto fa male, quando scorre nel silenzio.

Ho taciuto per timore di parlare di dolore e rimpianto ma è giusto farlo perché sono parte di me e non posso far finta che non esistano.  Sono miei compagni di viaggio e quasi li amo, con quei loro occhi che mi seguono sempre così attenti e premurosi.

In questo anno ho perso una parte importante di me. Ed un’altra ne ho trovata che mi ha dato un volto ed una voce a cui oggi ho regalato una pagina bianca. Per cominciare un cammino insieme. Un Ritorno che non ho paura di chiamare finalmente con un nome nuovo.

Ho smesso di scrivere perché ad un certo punto tutto intorno è diventato silenzioso, non avevo più quell’ impulso alla creazione, quando  la mente ti ruba alla ragione e non puoi fare altro che consentirgli di prenderti la mano e guidarti dentro le parole. Per dare un senso a tutto. Una forma ed un colore a quel vuoto di vita che ti svuota il sorriso.

Il mio tutto era svanito, dileguato, addormentato nella nebbia di un Ricordo e di una mano tesa nell’ ombra e che di ombra si nutriva.

Ho temuto le notti insonni ed i giorni lunghi come anni, poi ne ho fatto ragione per sopravvivere. Ho raccolto i mesi come una messe abbondante in un anno arido e l’ho trasformata in filo d’oro per nuovi abiti. Per nulla sorpresa ho camminato dentro acque che conoscevo appena e strane forme allargavano i confini del mio errare. Isole dentro isole e sempre più lontana da casa ho scoperto di essere Ritornata al punto di partenza.

Il cerchio insegna la Via ed io l’ho capito scappando da me. Da oggi questo sarà il diario dei miei Piccoli Passi, come uno scrigno dove conservare gelosamente i momenti preziosi e le foto degli istanti da ricordare con cura.

Questo  è un nuovo Inizio.

Questa è la nuova Me.

 

 

 

 


Le piccole cose

Le piccole cose sono quelle che ti porti sempre dentro ma che non hai il coraggio di scrivere, sorrisi che nascono da soli … così … strappati alla monotonia dei giorni e niente Amore a portare luce nel Silenzio.

Poi una lacrima ti sorprende, come una poesia che non hai scritto tu ma è come se lo avessi fatto, talmente le parole somigliano alle tue, a quelle che avresti tanto voluto portare nelle tasche per regalarle al cuore e alla vita.

Le piccole cose sono granelli di sabbia che il mare accarezza ma non sposta, frasi scritte e cancellate così tante volte da non esistere più se non nei momenti di folle speranza. Le piccole cose sono l’ombra di passeggiate e illusioni di momenti mai realmente trascorsi, film che lasciano scie disperate di fantasie ed anni senza meta.

Poi, un Attimo ti raccoglie mentre appena un secondo prima avevi deciso di mollare la presa, di rinunciare ad una improbabile certezza che  nascondeva solo il sapore del sogno e dell’impossibile … un minuscolo baleno ha preso le lacrime e le ha tradotte in stanze da visitare anche con la luce spenta, tanto non c’è bisogno di luce dove regnano i Ricordi più luminosi.

Nelle piccole cose trovo il senso del mio raggiungere il fondo in questa stanza … qui … ora … con e le mani che scorrono dopo mesi di agonia e mi lascio andare anche se fa male, anche se la voglia di piangere sovrasta la consapevolezza di esseCi in quel modo che poteva regalarmi una Gioia Unica e la poesia si stempera … gioca con la sensazione del tempo che scorre … il suono della realtà come un cielo meravigliosamente pieno di miracoli e risa e mani che tornano a stringere il presente.

Le piccole cose splendono sullo schermo in bianco e nero e se nelle pagine di domani ancora non vedo parole, trovo segni e cerchi infiniti.

Trovo Me e ne sono spaventata. Esisto nonostante tutto, nonostante io mi sia dimenticata come si faccia a restare fermi e sorridenti mentre tutto si colora del tempo e della notte senza stelle.

Buonanotte piccole cose. Sognate i vostri sogni stanotte.
Io sarò lì.

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L’Essenza del Ricordo … un profumo legato alla febbre del Cuore


Nuvole

Chiedimi cosa riesce a brillare oltre i Miracoli senza silenzio, una piccola Pietra che conservi in una tasca, tenue come un ricordo e Bianca … quasi fosse della Voce da cui proviene.

Ed è nel Cuore dei vari silenzi che la notte si congiunge agli occhi, lì che si torna ai sogni, per farsi strada tra i cumuli di polvere e le ovvietà senza contorno; come se le Verità si disponessero in cerchio per riflettersi in quel tratto di Vita, non sempre visibile, che riesci a toccare solo poche volte e sempre con quello sguardo a sfiorare le vetrine e le risate lontane.

Nuvole e Montagne.

Passi che si spengono nei Vuoti a Perdere, come parole a distanza e Nulla al confronto di un Anima Vera … che ascolta il Dolore.

Chiedimi cosa và alla deriva di un Miraggio nel deserto, Ombre e Desideri muti; sostanze liquide, che per volontà di puro pianto; evaporano al tocco del sole … quasi fossero Incubi di carezze e magie di vento freddo.

Ed è nel Senso stesso del respiro che i valichi Cantano di sonorità al di là delle mani e dei Tuoni, in quella Visione di Unità che vede le braccia, come prolungamenti di Ignoti specchi e Vetri … Vetri a ridosso di Niente e di Polvere per asciugare i Ricordi.

Chiedimi del Mare e dei suoi occhi … come lambire il fuoco stesso di un’Essenza e restare fissi, con le ferite che non bruciano … come l’Infuriare di una Tempesta senza che una Luce emerga dagli Urli lanciati al cielo di Piombo fuso.

Roccia e Silenzio.

Un solo Battito … un solo Istante.


Alla Finestra, nella Notte …

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Forse Vedo il suo dolore,
bianche Vele
dove l’eremo di Carne
non può che stringere il cuore,
senza moto
e senza il segreto dell’Anima.

Una certezza
non so darmi
e sulla bocca si prolunga la cadenza
di una Parola d’Amore,
dove cantava al vento
fra le pareti piene di silenzi.
Per chi,
il senso stesso della Vita
è lasciarsi cullare dai ricordi
della Vita stessa?
Quando gli sguardi erano fra le nebbie
e gli attimi si perdevano
nelle promesse all’orizzonte.

Quando il tempo
perde di quella sua magia, in cui tutto si ferma
per raggiungere l’Apice dell’Attesa.

La Creatura è inconsapevole dei Sogni
e diventerebbe materia d’illusione
se non fosse stretta al petto dell’Amato,
come un Abbraccio
a lungo cercato

fra i ricami del mare.

 

 


Libro di Sabbia

libro di sabbiaNel libro giocano i sassi come gocce e l’Acqua si accorge delle parole, quando manca poco alla marea.
Vado all’avventura, come nel mondo, libera e con un Sogno stretto nel vento.

I passi sfilano leggeri sulla sabbia
e lasciano impronte bianche fra le onde che li cancellano ogni volta.
La Verità è sulla riva. Volta le spalle all’orizzonte e cammina come per assaporare la corsa delle nuvole.

Possa il silenzio del mare restare impresso nelle poche pagine ancora da scrivere.
Un Libro.

Un gesto da ricordare.

 

 


Due Parole …

di sera.

Frasi chiamano il tempo a sé.

Giocano devastando la pelle con i sorrisi e le carezze invisibili degli amanti; come quando la neve non tocca terra e le labbra reclamano un bacio rubato alle ali degli anni.
Il fuoco brucia sempre dove le mani possono ancora sfiorarsi e i volti prendono il colorito del cielo al tramonto.

Due parole … un’altra volta, e gli attimi crescono come braccia di una pianta magica; si perdono nella stretta dell’attimo con il chiaro intento di rubare l’anima ed il battito del cuore, mentre ricordi dormono nella culla della mano. Bianchi e neri come le luci nella notte delle stelle.

Seri e docili nelle movenze, restano come appannati oltre le voci che si rincorrono fra le sale vuote e gli affreschi colmi di angeli. Resto ferma e osservo la nebbia diradarsi oltre le tende, un tiepido sole filtra sulle mani e accanto al comodino l’ultima pagina del tuo libro è sfiorata da un vento leggero e si muove lenta, come accarezzata dai pensieri di questo mattino d’inverno.

Scrivo come in preda ad una nuova febbre, fermo restando che le illusioni siano sempre a guardia dei miei ritorni e di quanto valga la pena attendere. Il vento soffia oltre le fronde del biancospino qui di fronte ed il freddo cristallizza sui vetri quel che resta della nostalgia mentre  volano nuvole sull’orizzonte della parole.

Conservo ogni istante dietro le mani che coprono gli occhi e non solo nei sogni, anche a palpebre socchiuse basta una scintilla ed i frammenti del tempo ricompongono il mio antico Nome. Fuggo mentre chiami a raccolta il dolore, soffro come una ferita che aspetta il caro Angelo dalle ali color smeraldo.
Ancora quel sogno … ancora quella spiaggia e la nave che ritorna nella nebbia fra le pareti a strapiombo sul mare.
Nonostante le ferite, siamo qui.

Due parole, un’altra volta.

E resto così, nella pioggia, ad osservare il passo pigro dei cerchi poco oltre la riva. Sentendo come una musica sprigionarsi dai pensieri e seguendo i ritmi soffusi a farsi cullare dalle parole dell’aria e del vento. Ci vuole poco ad andare in frantumi però, quando dall’orizzonte si alza un volo inaspettato; una corrente trasparente di ali ed immagini a cui non si può dire di fermarsi e rimanere fra le braccia.

Una magia a cui legarsi è fin troppo giusto, sia per le corde che solleticano i ricami del tempo; sia per le voci del mondo che stridono forte con i silenzi ormai collaudati degli ultimi anni. Basterebbe addormentarsi, chiudendo fuori il mondo e le verità che poi non tormentano neanche più di tanto.

La natura della vita è strana a quest’ora d’inverno, pallida come lo è il buio di luna piena e con il vento che scuote le foglie di mezzanotte. Corre precisa nel passo, come se mirasse ad una vita diversa e per nulla differente ai sogni. Come se fosse decisa a sottolineare le pagine ancora da scrivere.

E resto così, tiepida nell’abbraccio delle coperte, con le iridi perse chissà dove … a lasciarMi contemplare da un’oblio che si contende la luce del giorno.


Come foglie Rosse

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Sul sentiero delle foglie rosse
camminano i sogni,
danzano leggeri oltre il suono del bosco;
si trasformano alla luce e
nel tempo
che scorre come acqua.


Finalmente …

attimiHo la voce ed il tempo dalla mia parte, ma non la tenacia della speranza. 

Lei sospira nella dannazione della notte, resta di lato e mi guarda con occhi di Giada; bellissima e lontana nel suo abito verde.

Ho pensieri bui e lanterne bruciate alle fiamme dei sogni di vento e mi piace tremare sulla soglia del mondo che si frantuma di stelle.

Posso ancora temere di vedere le illusioni perdersi come bandiere nel cielo di uno schermo in bianco e nero, vecchio di film senza sonoro; un’altalena di immagini ancora da riportare ad antichi splendori.

Ho tenui bagliori di mare che stringo come nebbia, umidi di lacrime e salsedine, fantasmi che sussurrano cantilene di prati ed alberi senza nome.

Ho modi gentili che rapiscono gli sguardi, febbrili attese da giocare come castelli sulla sabbia di ogni luogo possibile e sorrisi, come acqua dentro i frammenti dei giorni.

Posso ancora succedere nella mia vita, guardare e riconoscere il volto oltre lo specchio … ma non posso dimenticare di esserCi … un po’ per volta … a lenti sospiri e volute e raggiri di memoria.

Ho temuto troppo la paura di perdere e nell’oltre sono rimasta a guardia delle mia parole.
Oggi torno e chiudo l’ultima Porta.

Finalmente Io.

 


Non saprà mai …

.

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Sotto la pioggia giacevano sassi e pensieri.

Come quando l’acqua scorre sotto la superficie di un fiume chiaro come a primavera inoltrata e Tu lì … ad osservare la corrente che leviga il corpo e rende il suono al cielo.
Gwen non era più giovane e aveva deciso di restare su quella sponda fino a quando il fiume si fosse finalmente fermato sotto i suoi occhi. Forse non sarebbe successo oggi … o domani o un altro giorno … l’importante era non perdere la Speranza che potesse succedere.
Prima o poi.

Le avevano raccontato da piccola che nei sogni bisogna credere ad occhi chiusi, fermamente e con convinzione, senza lasciarsi tentare dal nero della realtà.

Non sapeva perché ma era davvero importante che quel fiume si fermasse sotto il suo sguardo.

Nè lo saprà mai


Corde Profundo

L'Essenza del Ricordo … un profumo legato alla febbre del Cuore

Mi lascio alla Notte
come ad un Sussurro fra le altre mie Vite,
uno scrigno serrato
senza volgere lo sguardo oltre la Soglia
ed ho il senso del mare
fra le onde della polvere.

Non è opaca la Pietra
come nel giorno dell’Angelo Poeta,
una goccia d’acqua stilla dagli occhi
ed una carezza lieve
arriva da un silenzio verde di brina.

Tremo all’illusione che sia nello specchio, nel Tempo che trascorro a rincorrere i Luoghi delle mani
e della Sorte Sospesa.

La pelle riluce di pioggia
e nella stanza cadono le stelle,
a milioni riposano sul volto
e scendono come dopo l’Amore folle di due Amanti.

La poesia mi smarrisce
come dentro ad un cammino buio,
labbra serrate e sospiri per non piangere
al suono dell’Inverno.

Si ferma il bisogno Disperato di quella Voce, senza distacco dal bacio che beve Vita e Morte … un Fuoco senza tregua . . . nelle ferite che sembrano rendere al mondo quella dolce tortura a cui il Nodo non può sottrarsi.

Non è Anima.

Non è Canto.

E’ l’Essenza stessa del Ricordo, con la Febbre che accarezza le braci del Cuore . . .
… Vicino e Lontano.

 

 

 


Blessed Samhain

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Anocht agus mé ag meabhrú go mór fá mo chroí

Gan de sholas ag lasadh an tí ach fannsholas gríosaí

Smaointím airsean a dtug mé gean dó fadó agus gnaoi.

A Dhia, dá mba fharraige an dorchadas a bhí eadrainn

Dhéanfainn long den leabaidh seo anois agus threabhfainn

Tonnta tréana na cumhaí anonn go cé a chléibhe…

Tá sé ar shiúl is cha philleann sé chugam go brách

Ach mar a bhuanaíonn an t-éan san ubh, an crann sa dearcán;

Go lá a bhrátha, mairfidh i m’anamsa, gin dá ghrá.

(Cathal Ó Searcaigh )

Gur ar an oíche na Samhna , a thabhairt duit blessings de gach sórt agus go bhfuil do chroí saor in aisce i fuarú ar an oíche níos faide .

Slàn


Una Promessa

" Nasce da noi qualche cosa che sarà più forte della Vita … "

” Nasce da noi qualche cosa che sarà più forte della Vita … “

… Un Supplizio d’esultanza
e Meraviglia
a disfarsi come le fronde
sulla gote,
navigando con le mani
fra i capelli
e nello sguardo
d’un Tempo Mai così Profondo.

Il mondo canta di pioggia
e di splendide vesti
che ondeggiano
al suono dell’Amata Voce,
come quelle care cose
che brillano
per l’ultima luce d’estate
e si guardano ancora …

… nella violenta stretta
del Viaggio.

 


L’Ombra dell’Oro

…

La natura dell’acqua ricordava l’infanzia ed i suoi giochi leggeri. Correva lenta come nei sogni e si colorava di lacrime appena prima che le ciglia potessero catturare la goccia.

E restava così, nella pioggia, ad osservare il passo pigro dei cerchi poco oltre la riva. Sentiva come una musica sprigionarsi dai pensieri e seguendo i ritmi soffusi, si lasciava cullare dalle parole dell’aria e del vento. Andava in frantumi però, quando dall’orizzonte si alzava un volo inaspettato; una corrente trasparente di ali ed immagini a cui non poteva dire di fermarsi e rimanere fra le mani. Una magia a cui legarsi era fin troppo facile e giusto, sia per le corde che solleticavano i ricami del tempo; sia per le voci dei bambini che stridevano forte con i silenzi ormai collaudati degli ultimi anni.

Sembrava facile addormentarsi, chiudendo fuori il mondo e le verità che poi non lo tormentavano neanche più di tanto. Tutto intento, com’era, ad assaggiare nuove vie e rinnovate estati nemmeno si accorgeva che Lei aspettava ancora là, esattamente dove l’aveva lasciata. Senza un barlume di odio nello sguardo, senza resistenza o pentimento nella voce spezzata, senza rimorsi alle carezze mancate o brividi freddi per le ferite inferte durante le notti di solitudine.

La natura della vita era strana a quell’ora d’inverno, pallida come lo è il buio di luna piena e con il vento che scuote le foglie di mezzanotte. Correva precisa nel passo come se mirasse ad una vita diversa e per nulla differente ai sogni. Come se fosse decisa a sottolineare le pagine ancora da scrivere.

E restava così,
tiepida nell’abbraccio delle coperte, con le iridi perse chissà dove … a lasciarsi contemplare da un’oblio che se la contendeva con la luce del giorno.

Mi piace pensare alla magia quando le parole vengono fuori lisce e senza sabbia su cui setacciare il meglio rimasto … quasi a cercare un Senso lontano e nel mezzo … l’Ombra dell’Oro.


Il Sogno …

Elysium

Elysium

Porto con me il Tramonto, per la prima volta, come se avessi infranto l’Anima al dischiudersi di una Porta.
Porto con me gli alberi e le creature erranti che con traboccanti artigli, s’involano lungo il discorso.

Porto con me ciò che dovrebbe Essere, un residuo di Frenesia che si muove nel Silenzio della danza e dell’Oceano … un luogo dove le Mezzanotti erano un fuoco fra le Memorie e l’Anima in Ascolto.

Porto con me un’Isola ed una Nave solitaria, i cui sentieri d’acqua affondano le mie radici improvvise sul quel Risveglio che ancora non mi è dato di Comprendere …

… e se non avrò mani per le risposte,
basterà il Mare
ed il suo Sogno fra la Nebbia.


Piove

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Piove… …come se il pianto del cielo provenisse da molto lontano, l’acqua scorre dall’alto e si schianta giusto un attimo prima di morire, piano, nella terra che l’accoglie.
Piove… …come se cambiassero le cose, come ad intravedere una luce proprio laggiù, oltre quella porta, sembra strano dirlo ora ma non pioveva così da secoli e nel recupero del perduto, vive la sensazione delle piogge e del vento sulle mani e fra i capelli.
Piove… …orme cancellate riemergono come se fossero sempre state accanto al mio non voler vedere, frasi che non sapevo di poter pronunciare sono cadute come gocce improvvise sul mio mondo e stupita ho Visto che era solo l’inizio di Tutto. Piove… …come un’eco di tamburi nella notte, poesia per l’anima in attesa cieca di un nome, un luogo.
Piove… …è facile ora comprenderne il perché, mille volte ho preso delicatamente il destino e ne ho fatto scempio per la paura di non poterlo sostenere, mille volte ho combattuto con la consapevolezza che già sapevo come sarebbero andate le cose….intravedevo pensieri in lontananza…nebbie intorno ai volti sereni…nastri neri sul volto dei piccoli…polvere sull’anima di giovani indifesi e ho detto No.
Piove… …un lavacro di gioia che grava sul passaggio verso il futuro che non ha più incognite.
Piove… …finalmente.

Deora na Gréine

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In sprazzi luminosi cui il cielo si apriva all’ultima nota di pioggia, le edere salivano a carezzare le rive dei muretti e là … senza muoversi … una sensazione di filamenti sottilissimi legava il presente ad ogni pensiero.
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Sul corpo,
pallida,
la goccia stilla di Temporale.

Come una lacrima
morde gli occhi
eppure non percorre alcun cammino
verso il pianto.

Trionfo di piccole ondulazioni
e fluide vesti.
Resta Inquieta;
quasi a giocare con il suo riflesso
nel Vano tentativo
di strappare una Preghiera
al silenzio.

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La Memoria dell’Anima

... e con Lei bastava un silenzio ...

… una rosa bianca come le lacrime,
uno sfondo
che colora di sogno
e ricami d’oro
un piccolo ricordo.

Il profumo sta lentamente dileguandosi
nel sonno,
al pari un variopinto piumaggio che resta sospeso fra la riva e l’onda appena sfiorata.

Nel Cuore di un Viaggio che ha per sorriso
un Silenzio

____

Con la Speranza che la ” Memoria” della Vita resti impressa nella Tela,
esattamente come l’Anima.

____


Lux Animae

Istante

Il Profumo delle Parole
sale come un baleno di Glicine
adagiato sull’Illusione
e con un senso di Pioggia
sulle iridi socchiuse.
Quasi di nostalgia,
dove la dolcezza ride della Memoria
e per buona parte
ne fa una Vela
verso l’Orizzonte.

Per le Anime
il flutto esala come dentro ad un giardino,
tenue e distratto
mentre le stelle fioriscono
da una Nebbia Silenziosa.
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Le corde sfiorate
da un pigro volo
di farfalle fiammanti,
senza parlare,
come se tornasse al cuore
un sano groviglio di Istanti
nella vuota sonorità della stanza
e dell’acqua.

Favoloso è l’Istante in cui il Labirinto assume la placida forma di una Via necessaria; sussurrando verso una meta divisa fra la Certezza
e l’Abisso curvato al Senso dell’Infinito.
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Massimiliano La Torre e Salvatore Girone

nastro giallo

Ho deciso di mettere il nastro giallo, nella testata di questo spazio web, perchè è il simbolo che viene usato quando ci sono militari prigionieri che non possono tornare a casa.

Un segno di vicinanza ai nostri fucilieri di Marina, che sembrano abbandonati anche sui siti istituzionali, quasi fossero militari di un altro Paese.
___
Al di là delle questioni Politiche ed Internazionali, delle Buone Intenzioni e delle Pessime Figure, ciò che conta è che questi due uomini possano tornare presto alle loro famiglie.

Questo è il mio pensiero.


ControLuce

Profilo di pensieri

 

Cade il Silenzio lungo i viali senza Sogni,
polvere e necessità
con cui fare disegni all’aperto
e girotondi di pensieri.

Un battito non smette, una lacrima che scende, involontaria,
insieme ai perché
nascosti al tramonto.

Vola Oltre la mente
quella Piuma distratta dal vento,
si alza leggera, come ad Implorare Pietà nello sguardo.

Cade il sole nell’orizzonte scuro,
nascosto dall’Anima
e da una Lucida superficie di Specchio.

Un Mondo Nel Mondo.

 

 


Il Giardino d’Inverno

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Ho percorso il Muro dei Sogni
come fosse Acqua,
piovendo qua e là

mentre le nuvole disegnavano confini e strani mondi
al di là del Giardino …

… e di un bacio al sapore d’Inverno.

 


Caro Lucifero

Caro Lucifero

Caro Lucifero … 

… Quand’anche noi fossimo volontariamente intrappolati entro due entità ben distinte e disinvolte nei loro traffici d’anima, nei voli e nelle parole di fiamme e luce; ecco che verrebbe un vento di tempesta a sconvolgere le onde tranquille dell’ignoto; a dilaniare le ferite curate con amore ed i silenzi sarebbero solo timidi cristalli intrecciati sulle vene palpitanti di fuoco.

Ed è nei Tuoi Occhi che splende l’Onice delle lacrime di ogni Mattino.

Come se la perseveranza fosse un’alchimia di colore mescolato al tempo fermo, un giro infinito di gote arrossate e rabbia da sfiorare con il viso rigato e sanguinante.
Possiamo distaccarci dal nostro Io, come un falco, che dal cielo osserva con cautela le vittime del proprio pasto e già ne pregusta il dibattersi fra le fauci assetate di Vita … come a portarsi sulle spalle il peso di due individui sconosciuti l’uno all’altro; ma l’un dall’altro indivisibili ed interdipendenti … Vita e Morte … Respiro e Battito … Fuoco e Gelo assoluto.
Ma non possiamo arrenderci all’immagine che lo specchio rivela di Noi … e nasconderci alla Verità, ci renderà ancora più prigionieri di noi stessi e di tutti gli Inferni che ci vedranno signori e padroni.

Ed è nella Tua Carne che prende corpo il Sapere e la Colpa di ogni Notte.

Alla Fiera della Conoscenza c’è l’albero della Colpa e Domina … incontrastato Signore del Peccato, sul trascorrere delle esistenze e sulle somme dei Peccati senza redenzione, ma non senza un occhio di riguardo al Primo e Più Luminoso Inganno del Bene … quasi che un cammino di Luce fosse dimora della più cocente ombra e nell’Incanto che la voce lascia emergere dal profondo Istante; non potesse che esserci l’Onere di uno sconto mai pagato al Padre e al Presente; privo di lacrime.

Ed è nel Tuo Respiro che s’eleva il Fuoco di ogni Tentazione e di ogni Solitudine Suprema.

Siamo come l’attesa per la Marea che non tace, come un barlume di tenere Vergini che stringono al petto le camice di lino per mettere a tacere la paura e il desiderio … disincanti puri che riflettono tremule fiammelle sugli specchi d’acqua e sulle parole intatte nei limiti assorti degli Incubi.

Ed è nelle tue Mani che prende Forma il Tuono del cuore e la Brama d’Ignoto.

Appartengo a quella schiera abbandonata sul nascere, a quei corpi generati dal Vuoto e dal vuoto accarezzati fino a spezzarsi le ali.
Spesso piove e sebbene la Solitudine non mi faccia paura, ho come la sensazione di essere seguita e sostenuta a distanza da troppe domande e nessuna risposta, proprio come Te.

La mia controparte però, non mi rivolge mai parole, mi fissa; questo si … a volte sorride, con un sorriso strano, obliquo … come una smorfia fatta più per caso che per reale volontà di stabilire un contatto; ma non parla e questo mi fa impazzire … altre volte però mi calma.

È un po’ come guardarsi in uno specchio leggermente distorto ed ingannevole … parallelo … dove tutto sembra rovesciato e leggermente fuori fuoco.
Sempre meglio del Silenzio.

Ed è nel Tuo Bacio che ritrovo la Mia Ala.

Ma non vedo oltre il Portale di questo Dipinto che hai portato alla Luce e troppo di tanto ancora brucia sulle labbra, per poter tornare indietro e lasciare che la traccia di un tale incendio svanisca come lucciole nella scia di un vento caldo … per osservare il profilo di un’Anima Unicamente legata al suo doppiofondo e all’immagine di un sogno nel mondo senza sogni … quante carezze si sono dimostrate, poi, artigli conficcati nella carne, chiodi sulla Croce, per il Bene di chi?
E quanto Male può bastare a se stesso, per dimostrare all’ombra di ciò che Appare; che non sono lacrime a macchiare la terra e non è sangue ciò che imporpora il viso?

Ed è nel Tuo Sangue che scorre l’impeto e la Rabbia di ogni Universo.

È Verità che oscura il volto del silenzio … è Ferita che sgorga come fonte d’inesplorate scintille … è promontorio e discesa … pietra su pietra fino a lacerare l’Ultimo Dubbio e l’ennesima Salita.

Ed è nei Tuoi Passi che si genera il Cammino senza Perdono.

Hai fatto scempio delle nostre illusioni,  legandoci alla catena di un’ala inconsapevole … di un corpo; le cui preghiere al cielo, hanno tolto la voce alle bianche gocce di Verità e la volontà di andare un po’ più in là di strani brividi e Paure.

È’ vero, un bambino si affida ed istintivamente ama e odia e diviene crudelmente puro nei suoi intenti di egoismo, se non vede soddisfatto il proprio bisogno di creatura essenziale, ma non bisogna escluderlo dal resto del mondo e dai Frammenti di Vita, altrimenti crederà di essere il solo a poter beneficiare di Tanto e di Tutto.

Ed è nella Tua Anima Dilaniata e Perduta nella Luce, che ogni “ Perché “ diventa di Brace.

Caro Lucifero,
quando leggerai queste righe non ci sarà Sangue di cui bere e non ci sarà Memoria né Dolore. Quando leggerai io sarò la lama nella Tua mano e scivolerò come un dolce senso di Freddo leggero alla base del collo e mi Vorrai ancora e ancora sulla pelle.

Mi Vorrai con la Disperazione del Naufrago assetato, perché nel palmo della tua mano io sarò diventata ciò che di te conoscerai e quella paura di restare intrappolato e senza speranza, ti legherà a me più che a qualunque Disperazione.

Quando leggerai, saremo tutt’Uno e finiremo avvolti in un tiepido tramonto, di Rosso ed Oceano.


La pietra a spicchi

.

.

Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,
E costruirò una capanna laggiù, fatta d’argilla e canne,
Nove filari a fave avrò laggiù, un’arnia per le api da miele,
E sola starò nella radura ronzante d’api.

 

E avrò un po’ di pace laggiù, ché la pace discende goccia a goccia,
Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
La mezzanotte è tutto un luccichio, il meriggio purpurea incandescenza,
La sera è piena d’ali di fanello.

 

Mi leverò e andrò, ora, ché sempre notte e giorno
Odo l’acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
La sento nella fonda intimità del cuore.