Dia duit, a ghrà!

Gli Attimi

L’Ombra dell’Oro

…

La natura dell’acqua ricordava l’infanzia ed i suoi giochi leggeri. Correva lenta come nei sogni e si colorava di lacrime appena prima che le ciglia potessero catturare la goccia.

E restava così, nella pioggia, ad osservare il passo pigro dei cerchi poco oltre la riva. Sentiva come una musica sprigionarsi dai pensieri e seguendo i ritmi soffusi, si lasciava cullare dalle parole dell’aria e del vento. Andava in frantumi però, quando dall’orizzonte si alzava un volo inaspettato; una corrente trasparente di ali ed immagini a cui non poteva dire di fermarsi e rimanere fra le mani. Una magia a cui legarsi era fin troppo facile e giusto, sia per le corde che solleticavano i ricami del tempo; sia per le voci dei bambini che stridevano forte con i silenzi ormai collaudati degli ultimi anni.

Sembrava facile addormentarsi, chiudendo fuori il mondo e le verità che poi non lo tormentavano neanche più di tanto. Tutto intento, com’era, ad assaggiare nuove vie e rinnovate estati nemmeno si accorgeva che Lei aspettava ancora là, esattamente dove l’aveva lasciata. Senza un barlume di odio nello sguardo, senza resistenza o pentimento nella voce spezzata, senza rimorsi alle carezze mancate o brividi freddi per le ferite inferte durante le notti di solitudine.

La natura della vita era strana a quell’ora d’inverno, pallida come lo è il buio di luna piena e con il vento che scuote le foglie di mezzanotte. Correva precisa nel passo come se mirasse ad una vita diversa e per nulla differente ai sogni. Come se fosse decisa a sottolineare le pagine ancora da scrivere.

E restava così,
tiepida nell’abbraccio delle coperte, con le iridi perse chissà dove … a lasciarsi contemplare da un’oblio che se la contendeva con la luce del giorno.

Mi piace pensare alla magia quando le parole vengono fuori lisce e senza sabbia su cui setacciare il meglio rimasto … quasi a cercare un Senso lontano e nel mezzo … l’Ombra dell’Oro.


Il Sogno …

Elysium

Elysium

Porto con me il Tramonto, per la prima volta, come se avessi infranto l’Anima al dischiudersi di una Porta.
Porto con me gli alberi e le creature erranti che con traboccanti artigli, s’involano lungo il discorso.

Porto con me ciò che dovrebbe Essere, un residuo di Frenesia che si muove nel Silenzio della danza e dell’Oceano … un luogo dove le Mezzanotti erano un fuoco fra le Memorie e l’Anima in Ascolto.

Porto con me un’Isola ed una Nave solitaria, i cui sentieri d’acqua affondano le mie radici improvvise sul quel Risveglio che ancora non mi è dato di Comprendere …

… e se non avrò mani per le risposte,
basterà il Mare
ed il suo Sogno fra la Nebbia.


Piove

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Piove… …come se il pianto del cielo provenisse da molto lontano, l’acqua scorre dall’alto e si schianta giusto un attimo prima di morire, piano, nella terra che l’accoglie.
Piove… …come se cambiassero le cose, come ad intravedere una luce proprio laggiù, oltre quella porta, sembra strano dirlo ora ma non pioveva così da secoli e nel recupero del perduto, vive la sensazione delle piogge e del vento sulle mani e fra i capelli.
Piove… …orme cancellate riemergono come se fossero sempre state accanto al mio non voler vedere, frasi che non sapevo di poter pronunciare sono cadute come gocce improvvise sul mio mondo e stupita ho Visto che era solo l’inizio di Tutto. Piove… …come un’eco di tamburi nella notte, poesia per l’anima in attesa cieca di un nome, un luogo.
Piove… …è facile ora comprenderne il perché, mille volte ho preso delicatamente il destino e ne ho fatto scempio per la paura di non poterlo sostenere, mille volte ho combattuto con la consapevolezza che già sapevo come sarebbero andate le cose….intravedevo pensieri in lontananza…nebbie intorno ai volti sereni…nastri neri sul volto dei piccoli…polvere sull’anima di giovani indifesi e ho detto No.
Piove… …un lavacro di gioia che grava sul passaggio verso il futuro che non ha più incognite.
Piove… …finalmente.

Lux Animae

Istante

Il Profumo delle Parole
sale come un baleno di Glicine
adagiato sull’Illusione
e con un senso di Pioggia
sulle iridi socchiuse.
Quasi di nostalgia,
dove la dolcezza ride della Memoria
e per buona parte
ne fa una Vela
verso l’Orizzonte.

Per le Anime
il flutto esala come dentro ad un giardino,
tenue e distratto
mentre le stelle fioriscono
da una Nebbia Silenziosa.
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Le corde sfiorate
da un pigro volo
di farfalle fiammanti,
senza parlare,
come se tornasse al cuore
un sano groviglio di Istanti
nella vuota sonorità della stanza
e dell’acqua.

Favoloso è l’Istante in cui il Labirinto assume la placida forma di una Via necessaria; sussurrando verso una meta divisa fra la Certezza
e l’Abisso curvato al Senso dell’Infinito.
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ControLuce

Profilo di pensieri

 

Cade il Silenzio lungo i viali senza Sogni,
polvere e necessità
con cui fare disegni all’aperto
e girotondi di pensieri.

Un battito non smette, una lacrima che scende, involontaria,
insieme ai perché
nascosti al tramonto.

Vola Oltre la mente
quella Piuma distratta dal vento,
si alza leggera, come ad Implorare Pietà nello sguardo.

Cade il sole nell’orizzonte scuro,
nascosto dall’Anima
e da una Lucida superficie di Specchio.

Un Mondo Nel Mondo.

 

 


Il Giardino d’Inverno

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Ho percorso il Muro dei Sogni
come fosse Acqua,
piovendo qua e là

mentre le nuvole disegnavano confini e strani mondi
al di là del Giardino …

… e di un bacio al sapore d’Inverno.

 


Caro Lucifero

Caro Lucifero

Caro Lucifero … 

… Quand’anche noi fossimo volontariamente intrappolati entro due entità ben distinte e disinvolte nei loro traffici d’anima, nei voli e nelle parole di fiamme e luce; ecco che verrebbe un vento di tempesta a sconvolgere le onde tranquille dell’ignoto; a dilaniare le ferite curate con amore ed i silenzi sarebbero solo timidi cristalli intrecciati sulle vene palpitanti di fuoco.

Ed è nei Tuoi Occhi che splende l’Onice delle lacrime di ogni Mattino.

Come se la perseveranza fosse un’alchimia di colore mescolato al tempo fermo, un giro infinito di gote arrossate e rabbia da sfiorare con il viso rigato e sanguinante.
Possiamo distaccarci dal nostro Io, come un falco, che dal cielo osserva con cautela le vittime del proprio pasto e già ne pregusta il dibattersi fra le fauci assetate di Vita … come a portarsi sulle spalle il peso di due individui sconosciuti l’uno all’altro; ma l’un dall’altro indivisibili ed interdipendenti … Vita e Morte … Respiro e Battito … Fuoco e Gelo assoluto.
Ma non possiamo arrenderci all’immagine che lo specchio rivela di Noi … e nasconderci alla Verità, ci renderà ancora più prigionieri di noi stessi e di tutti gli Inferni che ci vedranno signori e padroni.

Ed è nella Tua Carne che prende corpo il Sapere e la Colpa di ogni Notte.

Alla Fiera della Conoscenza c’è l’albero della Colpa e Domina … incontrastato Signore del Peccato, sul trascorrere delle esistenze e sulle somme dei Peccati senza redenzione, ma non senza un occhio di riguardo al Primo e Più Luminoso Inganno del Bene … quasi che un cammino di Luce fosse dimora della più cocente ombra e nell’Incanto che la voce lascia emergere dal profondo Istante; non potesse che esserci l’Onere di uno sconto mai pagato al Padre e al Presente; privo di lacrime.

Ed è nel Tuo Respiro che s’eleva il Fuoco di ogni Tentazione e di ogni Solitudine Suprema.

Siamo come l’attesa per la Marea che non tace, come un barlume di tenere Vergini che stringono al petto le camice di lino per mettere a tacere la paura e il desiderio … disincanti puri che riflettono tremule fiammelle sugli specchi d’acqua e sulle parole intatte nei limiti assorti degli Incubi.

Ed è nelle tue Mani che prende Forma il Tuono del cuore e la Brama d’Ignoto.

Appartengo a quella schiera abbandonata sul nascere, a quei corpi generati dal Vuoto e dal vuoto accarezzati fino a spezzarsi le ali.
Spesso piove e sebbene la Solitudine non mi faccia paura, ho come la sensazione di essere seguita e sostenuta a distanza da troppe domande e nessuna risposta, proprio come Te.

La mia controparte però, non mi rivolge mai parole, mi fissa; questo si … a volte sorride, con un sorriso strano, obliquo … come una smorfia fatta più per caso che per reale volontà di stabilire un contatto; ma non parla e questo mi fa impazzire … altre volte però mi calma.

È un po’ come guardarsi in uno specchio leggermente distorto ed ingannevole … parallelo … dove tutto sembra rovesciato e leggermente fuori fuoco.
Sempre meglio del Silenzio.

Ed è nel Tuo Bacio che ritrovo la Mia Ala.

Ma non vedo oltre il Portale di questo Dipinto che hai portato alla Luce e troppo di tanto ancora brucia sulle labbra, per poter tornare indietro e lasciare che la traccia di un tale incendio svanisca come lucciole nella scia di un vento caldo … per osservare il profilo di un’Anima Unicamente legata al suo doppiofondo e all’immagine di un sogno nel mondo senza sogni … quante carezze si sono dimostrate, poi, artigli conficcati nella carne, chiodi sulla Croce, per il Bene di chi?
E quanto Male può bastare a se stesso, per dimostrare all’ombra di ciò che Appare; che non sono lacrime a macchiare la terra e non è sangue ciò che imporpora il viso?

Ed è nel Tuo Sangue che scorre l’impeto e la Rabbia di ogni Universo.

È Verità che oscura il volto del silenzio … è Ferita che sgorga come fonte d’inesplorate scintille … è promontorio e discesa … pietra su pietra fino a lacerare l’Ultimo Dubbio e l’ennesima Salita.

Ed è nei Tuoi Passi che si genera il Cammino senza Perdono.

Hai fatto scempio delle nostre illusioni,  legandoci alla catena di un’ala inconsapevole … di un corpo; le cui preghiere al cielo, hanno tolto la voce alle bianche gocce di Verità e la volontà di andare un po’ più in là di strani brividi e Paure.

È’ vero, un bambino si affida ed istintivamente ama e odia e diviene crudelmente puro nei suoi intenti di egoismo, se non vede soddisfatto il proprio bisogno di creatura essenziale, ma non bisogna escluderlo dal resto del mondo e dai Frammenti di Vita, altrimenti crederà di essere il solo a poter beneficiare di Tanto e di Tutto.

Ed è nella Tua Anima Dilaniata e Perduta nella Luce, che ogni “ Perché “ diventa di Brace.

Caro Lucifero,
quando leggerai queste righe non ci sarà Sangue di cui bere e non ci sarà Memoria né Dolore. Quando leggerai io sarò la lama nella Tua mano e scivolerò come un dolce senso di Freddo leggero alla base del collo e mi Vorrai ancora e ancora sulla pelle.

Mi Vorrai con la Disperazione del Naufrago assetato, perché nel palmo della tua mano io sarò diventata ciò che di te conoscerai e quella paura di restare intrappolato e senza speranza, ti legherà a me più che a qualunque Disperazione.

Quando leggerai, saremo tutt’Uno e finiremo avvolti in un tiepido tramonto, di Rosso ed Oceano.


La pietra a spicchi

.

.

Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,
E costruirò una capanna laggiù, fatta d’argilla e canne,
Nove filari a fave avrò laggiù, un’arnia per le api da miele,
E sola starò nella radura ronzante d’api.

 

E avrò un po’ di pace laggiù, ché la pace discende goccia a goccia,
Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
La mezzanotte è tutto un luccichio, il meriggio purpurea incandescenza,
La sera è piena d’ali di fanello.

 

Mi leverò e andrò, ora, ché sempre notte e giorno
Odo l’acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
La sento nella fonda intimità del cuore.

 

 


A Volte …

A Volte,
quando fuori ancora non piove e c’è Quiete, cerco per un Attimo quel rumore sordo, una piccola Fiamma nel cielo senza parola, una trama leggera che possa trascendere l’Emozione trattenendola sulla bocca e correndo a ritroso nel ventre scuro del cielo …

… ancora caldo sulla dita.

A Volte,
quando cerco una ragione oltre la marea, ritrovo i passi e le movenze che non si riescono a tradurre in suoni. Si placa il gesto confuso della vita che corre, si assottiglia la ragnatela entro cui i pensieri restano a galla … la memoria diventa sorriso e volto, oltre un vetro …

… Oltre un Mondo.

 


Lacrime di giada

.

Lacrime di giada

.
.
.
… Splende d’oscurità
il mondo
e fragile come neve
s’aggira l’Anima Mia
in circoli bui.

.

Fremiti di silenzio
ed ogni passo
come poesia piangente,
famelica
e sospirata.

.

Domini d’argento
nel momento
fresco di tramonto,
lacrime di giada
e gelidi gradini
sotto le carezze di luna
infranta.

.

Scorro di passaggio
sulle Tue ferite.

.

Esanime d’armonia raccolta.
Finalmente non più libera …
.
.
Slàn

… Fino all’Alba

Ecco!
ancora un giorno,
debole nel rimestare
e ricacciare il Pensiero
oltre quel rumore di onde calme.

Al mattino la Follia pare un singhiozzo nascosto e a qualunque prezzo, resto nell’allegria del Silenzio …
… Atteso, Fragrante di parole
e fogli lasciati al sole.

Il Cuore vaga, come un Trionfo di anni e Sogni, alla morbida deriva di un Angelo che si solleva nel cielo, come se avesse ali anche per Me.
Ho dormito senza l’Anima in ascolto,
prima un po’ di pioggia ha colorito il silenzio e poi più Nulla,
fino all’Alba.

Onesto è il Volo di questo viso, con gli occhi lontani e le mani fredde come a carezzare un Addio, così non potrò ricordare, o spiegare al vento l’attimo che brilla per sé … non avrò che Sorte e Gioia con cui giocare ad incontrare la Vita stessa.

Il Segreto di tanto cammino pare una forma d’Anima che saluto ad ogni passo
e con lo stesso, 
immediato rimpianto
c’è un altro Nome
da scrivere sull’ultima pagina …

… mentre il sole diventa un disco bianco che distoglie lo sguardo
e leviga la pelle.


Il Pittore e la Musa

Musa nel Vento

Aveva scelto un Sogno d’Artista, quel riposante intermezzo che gli avrebbe permesso fiori e misteri. Dipingeva per non dimenticare il Suo Viso e per mantenere Viva quella Corrente che fluiva nei Ricordi. Dipingeva così come si respira e come si Sopravvive all’Ultimo dei Desideri.
Da un insolito quarto di luna, si accorse del cambiamento nella sua Musa … gli occhi lentamente divennero di Nebbia, le mani giunte in grembo si sgretolarono come polvere nell’aria e la bocca, quel meraviglioso delinearsi di Grazia; proruppe in strazianti urla; poi fu solo il Silenzio.

Adagiò la Creatura sul sofà di velluto rosso e si accorse del pallore irreale che s’irradiava dal suo corpo, tremava impercettibilmente e lo sguardo celava chissà quali Segreti.
Era assorta, quasi perduta nella sua nuova dimensione di non-esistenza; Bellissima ma Irraggiungibile.
Decise di ritrarla in quello strano mondo, l’avrebbe colta in una bellezza Estrema … morente, eppure Furibonda.

Le prime pennellate furono le più difficili, poiché non riusciva a distaccare gli occhi da quello spettacolo … non riusciva a pensare coerentemente … tantomeno a guidare la sua mano nel tentativo di catturare la strana magia di quell’ istante, talmente intenso da bloccare il fluire stesso del tempo.

Lavorò per ore … incurante del dolore alla base del collo.
Perfino le fiamme nel camino crepitavano quiete e la luce delle candele appoggiate sul tavolo, in fondo allo studio e sulla finestra; parevano espandersi … liquefarsi, in un’onda diffusa di luce che accarezzava senza ferire.
Lavorò con Disperazione, con Orgoglio ed Ostinazione, quasi la sua esistenza dipendesse da quei tratti ad olio … stemperando agilmente le tonalità di Passione che guidavano la mano, intenta a ricreare quei lineamenti di seta.

Il quadro prendeva Vita, districandosi fra le solite ovvietà di ambientazione … ma era diverso e quasi sembrava cambiasse, sotto l’influsso di quell’atmosfera.

Dipinto

Lei era Assoluta Protagonista … in riva ad un lago … alle spalle una radura e sulla destra un gruppo di alberi campeggiava primaverile e verdeggiante nella brezza del primo pomeriggio … lei era leggermente chinata in avanti come nell’atto di raccogliere fiori e dal suo vaporoso abito viola e porpora, s’irradiavano quei fiori rubati dal vento … i capelli mollemente trattenuti sulla nuca e ciuffi ribelli, a ricadere come pioggia sulla schiena, Bella come non fosse vera.

Musa tra i fiori

Poi, improvvisamente, Lei tornò a questo mondo e l’artista non si perse nemmeno un attimo della rinascita … vide gli occhi riaversi di una luce dorata e le mani ricomporsi nella forma di carne e sangue che contraddistingue il dolce fluire della vita … la bocca, quell’insondabile mistero di delizia, farsi rosa e poi scarlatto … delicatamente intriso di malinconia nella piega del sorriso di fanciulla.

Il colorito riprese quell’ombreggiatura d’alabastro unica e nell’atto di rialzarsi incrociò il suo sguardo di maestro, riabbassandosi in segno di scusa.

Mai una parola fra loro … sguardi e colori erano un linguaggio più che sufficiente, l’artista si rese conto, in quell’istante, che non l’aveva mai toccata … se non per adagiarla sul sofà qualche ora prima e che tra loro si era stabilita un’intesa preziosa … rara ad aversi tra esseri umani.
La Donna si alzò e così come era arrivata, si Dissolse nell’aria intrisa di cera e fuoco. La Sua Musa era nuovamente ritornata al Regno che le spettava.

Il Pittore accennò un saluto … ma non fece in tempo a sorriderle, era andata via.
L’Uomo tornò al quadro e con gli occhi accesi dal Timore di averla perduta per sempre; tentò di respirare piano, come a recuperare l’essenza di Lei e trovò, tra lo spiazzo erboso sul quale l’aveva ritratta e la sponda del lago, un nastro blu ed un fiore …

… che prima non c’era.

 



… Nel Tempo

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Nel tempo
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Il suono gesticola lieve e si libera, fra le albe disarmanti, in una coltre di vento e bianco che simula pioggia e fiori. Il Silenzioso ordine delle corolle osserva il pianto dai vetri, simula un canto … e si disperde nel buio della stanza.

L’inverno ha un riflesso miracoloso, di freddo e lontano … quasi un Sogno di sussurri in Controluce
e Fiamme che non si toccano.

Ricordo la melodia che chiudevi fra le mani, pareva quasi di sfiorarla; tanto era mobile nell’aria e tutto intorno. Restare era un gioco a chi sorrideva prima, a chi, prima, schiudeva le braccia alla resa … ed al Cuore, che correva in mille e mille Luoghi Amati.

Il Fragore di queste pagine, si spande sotto le mani ed è Frutto Tenace di un viaggio lungo anni e dedicato al Silenzioso Colloquio che imperversa nell’Anima.

L’ansito estremo che sento dileguarsi, mentre lo guardo avvolgermi nella penombra; disegna uno scenario impossibile da trattenere e questa misteriosa guerra che incontro più e più volte; mi chiama per Nome … e Brilla di luce soffusa; come le costellazioni maggiormente luminose, che si scorgono a malapena nel cielo invernale … e risplendono nel freddo, più che in qualsiasi altro Segreto.

L’ululato di questo fuoco accoglie la Vita di tutte le cose, come se fosse un valico necessario che riposa nell’ombra della montagna, troppo Fiero per essere aggirato e dal sorriso Immortale.

Attraverso il contrasto ed il blu di questo giorno, non basta uno sguardo e nemmeno l’apice di una Vittoria umana, sola, con il riverbero della fiamma negli occhi di un Sonno senza respiro.

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Gli Attimi

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Il Discorso dell’Innocenza è di una Bellezza Lontana, nel rapido gesto di Ieri.

Tutto è Memoria …
… e sotto la Maschera si è Dannati alla guida di  trasparenti Comparse e dei loro giochi pieni di Parole.

La moneta resta in bilico e nel camminare, pare allungarsi nell’equilibrio di non cedere ad alcun lato … ed è come se vedessi la mia spoglia luccicare sull’onda fumosa della partenza, trafitta da una Nota folle …

… e da un Sentimento di Pura emozione.

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I Ricordi

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L’Altro Mio Cuore

ariadne

Nel Vasto Oceano
e ben Oltre
gli occhi della Marea,
Sorge
e si dipana l’Intera Esistenza …

… Una
e Diversa.

Con l’Espressione di Anime, Colorate e Deliranti …
… anche se, talvolta, le immagini dietro le nuvole, disegnano placide striature di giardini
e piccole ferite.

Altre linee discendono dal viso e poi giù, fino a quella Sete; che spinge il cielo nella casa della piccola Morte.
Mi serve l’occhio e tutto ciò che rende le mani; di quel bianco che Mai fu detto.

Un Sospiro
ed una Novella;
nell’Amore
di quello spettacolo che siamo

nell’Altro
Mio
Cuore