Dia duit, a ghrà!

I ricordi

Corde Profundo

L'Essenza del Ricordo … un profumo legato alla febbre del Cuore

Mi lascio alla Notte
come ad un Sussurro fra le altre mie Vite,
uno scrigno serrato
senza volgere lo sguardo oltre la Soglia
ed ho il senso del mare
fra le onde della polvere.

Non è opaca la Pietra
come nel giorno dell’Angelo Poeta,
una goccia d’acqua stilla dagli occhi
ed una carezza lieve
arriva da un silenzio verde di brina.

Tremo all’illusione che sia nello specchio, nel Tempo che trascorro a rincorrere i Luoghi delle mani
e della Sorte Sospesa.

La pelle riluce di pioggia
e nella stanza cadono le stelle,
a milioni riposano sul volto
e scendono come dopo l’Amore folle di due Amanti.

La poesia mi smarrisce
come dentro ad un cammino buio,
labbra serrate e sospiri per non piangere
al suono dell’Inverno.

Si ferma il bisogno Disperato di quella Voce, senza distacco dal bacio che beve Vita e Morte … un Fuoco senza tregua . . . nelle ferite che sembrano rendere al mondo quella dolce tortura a cui il Nodo non può sottrarsi.

Non è Anima.

Non è Canto.

E’ l’Essenza stessa del Ricordo, con la Febbre che accarezza le braci del Cuore . . .
… Vicino e Lontano.

 

 

 


L’Ombra dell’Oro

…

La natura dell’acqua ricordava l’infanzia ed i suoi giochi leggeri. Correva lenta come nei sogni e si colorava di lacrime appena prima che le ciglia potessero catturare la goccia.

E restava così, nella pioggia, ad osservare il passo pigro dei cerchi poco oltre la riva. Sentiva come una musica sprigionarsi dai pensieri e seguendo i ritmi soffusi, si lasciava cullare dalle parole dell’aria e del vento. Andava in frantumi però, quando dall’orizzonte si alzava un volo inaspettato; una corrente trasparente di ali ed immagini a cui non poteva dire di fermarsi e rimanere fra le mani. Una magia a cui legarsi era fin troppo facile e giusto, sia per le corde che solleticavano i ricami del tempo; sia per le voci dei bambini che stridevano forte con i silenzi ormai collaudati degli ultimi anni.

Sembrava facile addormentarsi, chiudendo fuori il mondo e le verità che poi non lo tormentavano neanche più di tanto. Tutto intento, com’era, ad assaggiare nuove vie e rinnovate estati nemmeno si accorgeva che Lei aspettava ancora là, esattamente dove l’aveva lasciata. Senza un barlume di odio nello sguardo, senza resistenza o pentimento nella voce spezzata, senza rimorsi alle carezze mancate o brividi freddi per le ferite inferte durante le notti di solitudine.

La natura della vita era strana a quell’ora d’inverno, pallida come lo è il buio di luna piena e con il vento che scuote le foglie di mezzanotte. Correva precisa nel passo come se mirasse ad una vita diversa e per nulla differente ai sogni. Come se fosse decisa a sottolineare le pagine ancora da scrivere.

E restava così,
tiepida nell’abbraccio delle coperte, con le iridi perse chissà dove … a lasciarsi contemplare da un’oblio che se la contendeva con la luce del giorno.

Mi piace pensare alla magia quando le parole vengono fuori lisce e senza sabbia su cui setacciare il meglio rimasto … quasi a cercare un Senso lontano e nel mezzo … l’Ombra dell’Oro.


Piove

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Piove… …come se il pianto del cielo provenisse da molto lontano, l’acqua scorre dall’alto e si schianta giusto un attimo prima di morire, piano, nella terra che l’accoglie.
Piove… …come se cambiassero le cose, come ad intravedere una luce proprio laggiù, oltre quella porta, sembra strano dirlo ora ma non pioveva così da secoli e nel recupero del perduto, vive la sensazione delle piogge e del vento sulle mani e fra i capelli.
Piove… …orme cancellate riemergono come se fossero sempre state accanto al mio non voler vedere, frasi che non sapevo di poter pronunciare sono cadute come gocce improvvise sul mio mondo e stupita ho Visto che era solo l’inizio di Tutto. Piove… …come un’eco di tamburi nella notte, poesia per l’anima in attesa cieca di un nome, un luogo.
Piove… …è facile ora comprenderne il perché, mille volte ho preso delicatamente il destino e ne ho fatto scempio per la paura di non poterlo sostenere, mille volte ho combattuto con la consapevolezza che già sapevo come sarebbero andate le cose….intravedevo pensieri in lontananza…nebbie intorno ai volti sereni…nastri neri sul volto dei piccoli…polvere sull’anima di giovani indifesi e ho detto No.
Piove… …un lavacro di gioia che grava sul passaggio verso il futuro che non ha più incognite.
Piove… …finalmente.

La pietra a spicchi

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.

Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,
E costruirò una capanna laggiù, fatta d’argilla e canne,
Nove filari a fave avrò laggiù, un’arnia per le api da miele,
E sola starò nella radura ronzante d’api.

 

E avrò un po’ di pace laggiù, ché la pace discende goccia a goccia,
Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
La mezzanotte è tutto un luccichio, il meriggio purpurea incandescenza,
La sera è piena d’ali di fanello.

 

Mi leverò e andrò, ora, ché sempre notte e giorno
Odo l’acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
La sento nella fonda intimità del cuore.

 

 


Lacrime di giada

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Lacrime di giada

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… Splende d’oscurità
il mondo
e fragile come neve
s’aggira l’Anima Mia
in circoli bui.

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Fremiti di silenzio
ed ogni passo
come poesia piangente,
famelica
e sospirata.

.

Domini d’argento
nel momento
fresco di tramonto,
lacrime di giada
e gelidi gradini
sotto le carezze di luna
infranta.

.

Scorro di passaggio
sulle Tue ferite.

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Esanime d’armonia raccolta.
Finalmente non più libera …
.
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Slàn

… Nel Tempo

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Nel tempo
.
.
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Il suono gesticola lieve e si libera, fra le albe disarmanti, in una coltre di vento e bianco che simula pioggia e fiori. Il Silenzioso ordine delle corolle osserva il pianto dai vetri, simula un canto … e si disperde nel buio della stanza.

L’inverno ha un riflesso miracoloso, di freddo e lontano … quasi un Sogno di sussurri in Controluce
e Fiamme che non si toccano.

Ricordo la melodia che chiudevi fra le mani, pareva quasi di sfiorarla; tanto era mobile nell’aria e tutto intorno. Restare era un gioco a chi sorrideva prima, a chi, prima, schiudeva le braccia alla resa … ed al Cuore, che correva in mille e mille Luoghi Amati.

Il Fragore di queste pagine, si spande sotto le mani ed è Frutto Tenace di un viaggio lungo anni e dedicato al Silenzioso Colloquio che imperversa nell’Anima.

L’ansito estremo che sento dileguarsi, mentre lo guardo avvolgermi nella penombra; disegna uno scenario impossibile da trattenere e questa misteriosa guerra che incontro più e più volte; mi chiama per Nome … e Brilla di luce soffusa; come le costellazioni maggiormente luminose, che si scorgono a malapena nel cielo invernale … e risplendono nel freddo, più che in qualsiasi altro Segreto.

L’ululato di questo fuoco accoglie la Vita di tutte le cose, come se fosse un valico necessario che riposa nell’ombra della montagna, troppo Fiero per essere aggirato e dal sorriso Immortale.

Attraverso il contrasto ed il blu di questo giorno, non basta uno sguardo e nemmeno l’apice di una Vittoria umana, sola, con il riverbero della fiamma negli occhi di un Sonno senza respiro.

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Gli Attimi

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Il Discorso dell’Innocenza è di una Bellezza Lontana, nel rapido gesto di Ieri.

Tutto è Memoria …
… e sotto la Maschera si è Dannati alla guida di  trasparenti Comparse e dei loro giochi pieni di Parole.

La moneta resta in bilico e nel camminare, pare allungarsi nell’equilibrio di non cedere ad alcun lato … ed è come se vedessi la mia spoglia luccicare sull’onda fumosa della partenza, trafitta da una Nota folle …

… e da un Sentimento di Pura emozione.

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I Ricordi

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Di Pioggia …

 
 

 
 

Indulgente
è la Pioggia,
che spande mille copie
di sorrisi
nella stanza dei Versi;
che, a mille e mille
e fra le tante sporgenze,
sembrano intingere d’inchiostro Nuovo
il Silenzio
e le Mani.

Audace,
nel camminare
e nelle Parole,
come un’Amante
che mostra alla Notte
il lenzuolo
ed al Cuore,
quel Canto Unico
da esalare nel Respiro che si placa … prima del Bacio.

Quanto Clamore
nell’Innocenza esagerata del Primo giorno
e come filigrane interrotte,
i Sogni scorrono
sui Vetri,
nell’Ora che più Tace.