Dia duit, a ghrà!

Ricordi

Il Sogno …

Elysium

Elysium

Porto con me il Tramonto, per la prima volta, come se avessi infranto l’Anima al dischiudersi di una Porta.
Porto con me gli alberi e le creature erranti che con traboccanti artigli, s’involano lungo il discorso.

Porto con me ciò che dovrebbe Essere, un residuo di Frenesia che si muove nel Silenzio della danza e dell’Oceano … un luogo dove le Mezzanotti erano un fuoco fra le Memorie e l’Anima in Ascolto.

Porto con me un’Isola ed una Nave solitaria, i cui sentieri d’acqua affondano le mie radici improvvise sul quel Risveglio che ancora non mi è dato di Comprendere …

… e se non avrò mani per le risposte,
basterà il Mare
ed il suo Sogno fra la Nebbia.


La pietra a spicchi

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Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,
E costruirò una capanna laggiù, fatta d’argilla e canne,
Nove filari a fave avrò laggiù, un’arnia per le api da miele,
E sola starò nella radura ronzante d’api.

 

E avrò un po’ di pace laggiù, ché la pace discende goccia a goccia,
Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
La mezzanotte è tutto un luccichio, il meriggio purpurea incandescenza,
La sera è piena d’ali di fanello.

 

Mi leverò e andrò, ora, ché sempre notte e giorno
Odo l’acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
La sento nella fonda intimità del cuore.

 

 


Lacrime di giada

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Lacrime di giada

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… Splende d’oscurità
il mondo
e fragile come neve
s’aggira l’Anima Mia
in circoli bui.

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Fremiti di silenzio
ed ogni passo
come poesia piangente,
famelica
e sospirata.

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Domini d’argento
nel momento
fresco di tramonto,
lacrime di giada
e gelidi gradini
sotto le carezze di luna
infranta.

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Scorro di passaggio
sulle Tue ferite.

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Esanime d’armonia raccolta.
Finalmente non più libera …
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Slàn

La Regina

C’era un luogo, da confondere con le ombre dei mattini. Molti cedettero alla parola mai detta, altri si gettarono incauti fra le fiamme verdi.

La ReginaUna Donna reclamava il suo posto
accanto alla Pietra che Canta,
rivelando la Stirpe e la Sembianza …

… stava ritta e ferma
nella Tunica Candida,
Fiera quanto l’onda
dell’Oceano Inquieto,
Regale nella movenza classica
e nel Silenzioso reclinare
il volto,
al passaggio
del Druido.

I passi disegnavano
note cadenti al suolo
in flagranza
di silenzio,
invasero quel luogo
come una raffica d’Improvviso … 

una Vertigine
e l’odore dolciastro della loro scia
rimase a lungo.

Stordita, confusa … la Donna si tirò da parte cercando un sostegno, ma le mani scivolavano come se tutto fosse ricoperto d’acqua … come se la paura occupasse il centro dei pensieri.
Fredda, sola, fece un gesto di stizza, ma la terra cominciò a vorticare rovinosamente verso le sue braccia … che non volevano smettere di restare ancorate alla Sua Terra. 

Insinuandosi lieve come vapore … ecco la Vertigine del Futuro a rincorrerla lungo i tempi delle innumerevoli Vite e Lei , immobile, a lasciarsi invadere dal profumo di un Incantesimo Reclamato a gran Voce.

Il Druido parve esitare nel pronunciare le sacre parole d’Addio alla Memoria del Tempo … Guardò la Donna ammirando il coraggio ed al contempo rimpiangendo la Forza che le era venuta meno in così breve tempo.

Poi la realtà si interruppe in uno spazio che sembrava fluido, la donna s’intravide assolata e bianca nella mano del sogno e s’avvicinò all’ombra che le passeggiava accanto osservandone i tratti addormentati.

L’Ombra era reale, di forma umana, solida, appena sfumata di grigio…era Viva, e si poteva scorgere chiaramente il battito dell’invisibile Cuore; da una piccola vena che pulsava alla base del collo. Portava una lama nella mano destra ed essa splendeva insolitamente nel buio…quasi fosse inondata da una misteriosa fonte di luce diretta…la donna la osservò rapita dai movimenti di luce e la colse dalle mani dell’ombra…disegnando una linea di sangue tra la base del dito indice ed il polso.

Era stato un taglio deciso ma delicato e non aveva provato dolore…non quanto si sarebbe aspettata pensandoci. La mano era intrisa di rosso e Lei ne fissava affascinata la superficie di liquido che si allargava sempre di più…doveva sbrigarsi…l’ombra si mosse nel buio e la donna si accorse di uno strano odore…come di ferro.

“ Non preoccuparti “ tuonò l’aria, “ tra poco sarà finito e non Ricorderai….”

In un  attimo che parve interminabile ad entrambe, la mano scarlatta si posò sul cuore dell’ombra e senza più dire parole l’aria si dileguò in Diciassette Pietre disposte a Cerchio in una radura di imponenti Querce. L’Ombra si ritrovò a vagare in una dimensione che non aveva Tempo e non ne richiedeva, il luogo pareva familiare ma c’era un particolare che sfuggiva …

… anche se ora non importava.

Quelle Pietre custodivano un Segreto più profondo del semplice Labirinto a cui davano la forma…la Donna ormai non esisteva, se non nella dimensione dell’Ombra che Regnava per Lei…racchiusa in un Segno che solo Lei poteva Ritrovare.

Triskell  La superficie silenziosa del Cerchio vacillò …

 

… il Cammino
del Dolore
era ricominciato … 




… Nel Tempo

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Nel tempo
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Il suono gesticola lieve e si libera, fra le albe disarmanti, in una coltre di vento e bianco che simula pioggia e fiori. Il Silenzioso ordine delle corolle osserva il pianto dai vetri, simula un canto … e si disperde nel buio della stanza.

L’inverno ha un riflesso miracoloso, di freddo e lontano … quasi un Sogno di sussurri in Controluce
e Fiamme che non si toccano.

Ricordo la melodia che chiudevi fra le mani, pareva quasi di sfiorarla; tanto era mobile nell’aria e tutto intorno. Restare era un gioco a chi sorrideva prima, a chi, prima, schiudeva le braccia alla resa … ed al Cuore, che correva in mille e mille Luoghi Amati.

Il Fragore di queste pagine, si spande sotto le mani ed è Frutto Tenace di un viaggio lungo anni e dedicato al Silenzioso Colloquio che imperversa nell’Anima.

L’ansito estremo che sento dileguarsi, mentre lo guardo avvolgermi nella penombra; disegna uno scenario impossibile da trattenere e questa misteriosa guerra che incontro più e più volte; mi chiama per Nome … e Brilla di luce soffusa; come le costellazioni maggiormente luminose, che si scorgono a malapena nel cielo invernale … e risplendono nel freddo, più che in qualsiasi altro Segreto.

L’ululato di questo fuoco accoglie la Vita di tutte le cose, come se fosse un valico necessario che riposa nell’ombra della montagna, troppo Fiero per essere aggirato e dal sorriso Immortale.

Attraverso il contrasto ed il blu di questo giorno, non basta uno sguardo e nemmeno l’apice di una Vittoria umana, sola, con il riverbero della fiamma negli occhi di un Sonno senza respiro.

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Gli Attimi

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Il Discorso dell’Innocenza è di una Bellezza Lontana, nel rapido gesto di Ieri.

Tutto è Memoria …
… e sotto la Maschera si è Dannati alla guida di  trasparenti Comparse e dei loro giochi pieni di Parole.

La moneta resta in bilico e nel camminare, pare allungarsi nell’equilibrio di non cedere ad alcun lato … ed è come se vedessi la mia spoglia luccicare sull’onda fumosa della partenza, trafitta da una Nota folle …

… e da un Sentimento di Pura emozione.

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I Ricordi

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