Dia duit, a ghrà!

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Piove

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Piove… …come se il pianto del cielo provenisse da molto lontano, l’acqua scorre dall’alto e si schianta giusto un attimo prima di morire, piano, nella terra che l’accoglie.
Piove… …come se cambiassero le cose, come ad intravedere una luce proprio laggiù, oltre quella porta, sembra strano dirlo ora ma non pioveva così da secoli e nel recupero del perduto, vive la sensazione delle piogge e del vento sulle mani e fra i capelli.
Piove… …orme cancellate riemergono come se fossero sempre state accanto al mio non voler vedere, frasi che non sapevo di poter pronunciare sono cadute come gocce improvvise sul mio mondo e stupita ho Visto che era solo l’inizio di Tutto. Piove… …come un’eco di tamburi nella notte, poesia per l’anima in attesa cieca di un nome, un luogo.
Piove… …è facile ora comprenderne il perché, mille volte ho preso delicatamente il destino e ne ho fatto scempio per la paura di non poterlo sostenere, mille volte ho combattuto con la consapevolezza che già sapevo come sarebbero andate le cose….intravedevo pensieri in lontananza…nebbie intorno ai volti sereni…nastri neri sul volto dei piccoli…polvere sull’anima di giovani indifesi e ho detto No.
Piove… …un lavacro di gioia che grava sul passaggio verso il futuro che non ha più incognite.
Piove… …finalmente.

La pietra a spicchi

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Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,
E costruirò una capanna laggiù, fatta d’argilla e canne,
Nove filari a fave avrò laggiù, un’arnia per le api da miele,
E sola starò nella radura ronzante d’api.

 

E avrò un po’ di pace laggiù, ché la pace discende goccia a goccia,
Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
La mezzanotte è tutto un luccichio, il meriggio purpurea incandescenza,
La sera è piena d’ali di fanello.

 

Mi leverò e andrò, ora, ché sempre notte e giorno
Odo l’acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
La sento nella fonda intimità del cuore.

 

 


… Nel Tempo

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Nel tempo
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Il suono gesticola lieve e si libera, fra le albe disarmanti, in una coltre di vento e bianco che simula pioggia e fiori. Il Silenzioso ordine delle corolle osserva il pianto dai vetri, simula un canto … e si disperde nel buio della stanza.

L’inverno ha un riflesso miracoloso, di freddo e lontano … quasi un Sogno di sussurri in Controluce
e Fiamme che non si toccano.

Ricordo la melodia che chiudevi fra le mani, pareva quasi di sfiorarla; tanto era mobile nell’aria e tutto intorno. Restare era un gioco a chi sorrideva prima, a chi, prima, schiudeva le braccia alla resa … ed al Cuore, che correva in mille e mille Luoghi Amati.

Il Fragore di queste pagine, si spande sotto le mani ed è Frutto Tenace di un viaggio lungo anni e dedicato al Silenzioso Colloquio che imperversa nell’Anima.

L’ansito estremo che sento dileguarsi, mentre lo guardo avvolgermi nella penombra; disegna uno scenario impossibile da trattenere e questa misteriosa guerra che incontro più e più volte; mi chiama per Nome … e Brilla di luce soffusa; come le costellazioni maggiormente luminose, che si scorgono a malapena nel cielo invernale … e risplendono nel freddo, più che in qualsiasi altro Segreto.

L’ululato di questo fuoco accoglie la Vita di tutte le cose, come se fosse un valico necessario che riposa nell’ombra della montagna, troppo Fiero per essere aggirato e dal sorriso Immortale.

Attraverso il contrasto ed il blu di questo giorno, non basta uno sguardo e nemmeno l’apice di una Vittoria umana, sola, con il riverbero della fiamma negli occhi di un Sonno senza respiro.

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Gli Attimi

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Il Discorso dell’Innocenza è di una Bellezza Lontana, nel rapido gesto di Ieri.

Tutto è Memoria …
… e sotto la Maschera si è Dannati alla guida di  trasparenti Comparse e dei loro giochi pieni di Parole.

La moneta resta in bilico e nel camminare, pare allungarsi nell’equilibrio di non cedere ad alcun lato … ed è come se vedessi la mia spoglia luccicare sull’onda fumosa della partenza, trafitta da una Nota folle …

… e da un Sentimento di Pura emozione.

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I Ricordi

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Nel giorno Senza Nome

Un giorno,
con le scarpe nuove
ed i riflessi che sanno di zucchero a velo.

Di Verde
e Rosso intenso,
come un sogno Infinito
che nasce
e riposa;
nella delizia del Silenzio.

L’Augurio ha quasi un sapore di bambina, un ricordo che chiamo a gran voce e che non ha eco … nessuno è per natura, un Segreto a sé stesso …

…  e ad ogni Festa del sole, la Poesia Cresce e si Abbandona,
come un fiume che naviga verso fiocchi e luci.

Lentamente.

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Vi Auguro gli stessi Sogni dei pieni di Meraviglia, le stesse Rose e gli stessi Profumi Abbaglianti.
In ogni Tempo,

come in ogni Attesa.